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Momento Espírita
Curitiba, 22 de Outubro de 2017
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ícone Trapianto speciale

Il primo trapianto di cui si hanno notizie, nella Storia, fu realizzato nel III secolo, dai fratelli Cosma e Damiano.

 Un sagrestano della Chiesa, in Sicilia, ebbe un problema di gangrena su una delle gambe ed ebbe bisogno di un'amputazione.

I fratelli andarono al cimitero del posto e l'unico cadavere disponibile era quello di un nero etiope. Loro prelevarono la gamba dal cadavere e, dopo l’intervento chirurgico, al sagrestano gli impiantarono la nuova gamba.

Il trapianto ebbe successo e il sagrestano passò il resto della sua vita con le gambe di colori diversi.

I fratelli, considerati santi dalla Chiesa Cattolica, hanno le loro effigi nella intestazione di molte Facoltà di Medicina, poiché sono noti come protettori della Medicina.

Ma, fu nel secolo XX che un chirurgo sudafricano diventò famoso, realizzando il primo trapianto di cuore nel mondo.

Era il giorno tre dicembre del 1967, quando il dottor Christiaan Neethling Barnard impiantò il cuore di una giovane di venticinque anni, Denise Darwall, morta in un incidente stradale, in un malato di cinquantatre anni.

Il lituano Louis Washkansky riuscì a sopravvivere per diciotto giorni. Questo intervento lo fece diventare una celebrità in meno di ventiquattro ore.

Esattamente un mese dopo, il tre gennaio dell'anno seguente, il Dottor Barnard realizzò il suo secondo trapianto, mettendo il cuore di un africano nero, di ventiquattro anni, Clive Haupt, vittima di emorragia cerebrale, nel corpo del dentista bianco Philip Blaiberg, di cinquantotto anni.

Lui riuscì a sopravvivere per diciotto mesi. Dopo questo tentativo, il Dr. Barnard e la sua equipe realizzarono più di venti trapianti, e questo tipo di chirurgia si diffuse per il resto del mondo. Il suo paziente che sopravvisse per più tempo, Dirk Van Zyl, visse con un nuovo organo per più di ventitré anni.

Il Dr. Barnard morì al Balneare di Paphos, nel 2001 nell'Isola di Cipro, dove trascorreva le vacanze, a settantotto anni.

Lui osò toccare il cuore dell'uomo e dimostrò che il trapianto era possibile.

Ma, qualcuno, prima di lui, lavorò con la questione del cuore dell'uomo.. Non propriamente il cuore, organo fisico.

Ma con un’altra struttura del cuore. Lui sapeva che tutte le realizzazioni partivano dall'intimità della creatura.

Perciò proclamò: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Vedranno Dio, non con gli occhi fisici, ma con gli occhi dell'anima.

Raggiungeranno il livello di purezza con cui potranno vedere l'essere Increato, il nostro Padre Eterno.

Gesù ci insegnò anche che l'uomo parla di quello che riempie il suo cuore, cioè, quello che ha dentro di se.

Disse ancora che l'uomo buono, dal suo buon tesoro, trae cose buone.

In tutte le Sue esortazioni l'Eccelso Medico delle nostre anime, Gesù, utilizza la parola cuore per dare un significato a quello che sta dentro di noi.

 Se il Dr. Barnard diventò famoso per aver dimostrato la tecnica del trapianto del delicato organo chiamato cuore, Gesù realizzò una chirurgia più profonda, arrivando all’essenza della creatura.

Il Suo è l'invito perché l'uomo rinnovi la sua intimità.

 Più profondo che trapiantare un organo fisico, Gesù propone un cambiamento di abitudini.

Trapianto di sentimenti nobili, abitudini degne, pensieri laboriosi.

Pensiamoci e ci sottometteremo alla delicata chirurgia del rinnovamento interno.

 

Redazione del Momento Spiritista basato su dati biografici del
Dr. Christiaan Barnard; nelle citazioni del
Vangelo secondo Matteo,
cap. V, versetto 8 e del
Vangelo secondo Luca, cap. 6, versetto 45.
Traduzione di Rossana Amatuzzi.
Il 2.10.2014.

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