aa
Momento Espírita
Curitiba, 29 de Novembro de 2025
busca   
Nel titolo  |  Nel messaggio   
ícone Nostro Padre

In tempi primitivi, guardavamo il cielo e temevamo le forze della natura.

I fulmini, i tuoni, le tempeste ci terrorizzavano.

E, intuendo che Qualcuno dovesse comandare tutti questi fenomeni, immaginammo molti dei.

Dei che governavano la furia dei venti e dominavano le bufere. Dei che comandavano le onde del mare e ne determinavano l'altezza e il furore.

Dei che mandavano la pioggia quando esprimevano la loro generosità e inaridivano la terra quando dimostravano la loro impazienza o il loro disappunto nei nostri confronti, poveri mortali.

Nel corso dei secoli, abbiamo creato molti modi per adorarli, o per cercare di ottenere i loro favori, affinché ci benedicessero con raccolti abbondanti e molti frutti.

Che permettessero che non si prosciugassero le sorgenti generose e i fiumi che cantano, che placassero il mare affinché non avanzasse e distruggesse le nostre case.

Credendoci i migliori, creammo divisioni all'interno dell'immensa famiglia umana.

Chiunque fosse diverso da noi, che si vestisse in modo diverso, che parlasse in modi che non capivamo o che adorasse altre divinità, venne escluso dalla nostra cerchia.

Abbiamo idealizzato che un popolo fosse più favorito rispetto ad un altro, più amato di un altro dagli dei.

Combattendo coloro che credevamo fossero nostri nemici, abbiamo eletto un Dio come Signore dei nostri eserciti, Protettore delle nostre lance, spade e armi da fuoco.

Per secoli, abbiamo benedetto coloro che andavano in battaglia, sperando che il nostro Dio li proteggesse e li rendesse forti affinché potessero annientare la vita di molti dei nostri nemici.

*   *   *

Poi, un uomo di una Terra dimenticata portò un verbo diverso.

 Ci insegnò che Colui che ha creato tutti noi, uomini di ogni razza, di ogni credo, di ogni nazione, è un Dio d'amore.

Ama tutti, senza preferenze né faziosità. E, affermando che costituiamo un'unica Umanità, che si estende su vari mondi, pianeti sparsi nell'immenso Universo, parlò della nostra fratellanza universale.

Ma la Sua rivelazione più straordinaria fu quella di dirci che Lui era venuto  dal Padre della bontà, della giustizia e della misericordia. Colui che nutre gli uccelli, irriga i campi e semina benedizioni ovunque.

Ci indicò come avremmo dovuto rivolgerci a Lui: Padre, Padre nostro. Un Padre che ci protegge, che non dà mai una pietra ad un figlio che Gli chiede un pane.

Un Padre attento, che conosce le nostre necessità e non ha bisogno di adorazione se non sull'altare del proprio cuore.

Un Dio che governa la vita, che è dentro di noi, in ognuno dei Suoi figli.

Un Dio che pulsa in ogni atomo, in ogni granello di polvere; che si trova nel bambino che corre sorridente, ignaro del pericolo, nel giovane pieno di idee, nell'anziano con la testa bassa e la mente annebbiata, che racconta le storie del suo tempo.

Un Padre che è ovunque. Nella goccia d'acqua, nella clorofilla del verde. Nell'intimo di ciascuno dei Suoi figli.

Un Dio d'amore, giustizia e pace.

Un Dio che vuole solo il meglio per i Suoi figli, che tiene costantemente il Suo sguardo fisso su tutta la Sua creazione.

Presiede alla sinfonia dei mondi e al concerto delle stelle.

Dio, nostro Padre.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 28.7.2025

© Copyright - Momento Espírita - 2025 - Tutti i diritti riservati - Sull'Internet dal 28/03/1998 (in portoghese)