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Momento Espírita
Curitiba, 29 de Novembro de 2025
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ícone E il seminatore divenne stella

Arrivò in una giornata fredda.

Sull'aereo, un amico gli diede il benvenuto. Uno Spirito amico del Paraná, venuto dalle terre del Paraíba, che aveva fatto la storia e fatto beneficenza per lo Stato. Uno che aveva lasciato anima e corpo nella terra delle Araucárie: Lins de Vasconcellos.

Giovane in tutto, Divaldo visitò la vecchia sede della Federativa, in via Saldanha Marinho.

Quando andò a tenere la sua prima conferenza faceva così freddo che, con discrezione, si avvicinò alle pesanti tende rosse che ornavano l'auditorium, come se volesse avvolgersi in esse.

Era maggio, mese del gelo, dei venti freddi di Curitiba. E indossava un abito di lino bianco. Totalmente alla moda. Era elegante nella sua gioventù, ma infreddolito.

Anni dopo, sarebbe tornato nello stesso luogo, ora trasformato in Sede Storica, ne avrebbe visitato la collezione e avrebbe parlato delle vibrazioni dell'ambiente, dove si possono quasi sentire i sussurri delle voci dei pionieri, dei lavoratori di ieri.

Lungo la strada per Ponta Grossa, rimase incantato dalle pinete e dai rilievi dei Campos Gerais, chiedendo al veicolo di fermarsi un attimo per ammirare il paesaggio.

Incontrò amici, ritrovò cuori.

Stabilì legami affettivi e creò un ponte di amicizie: Bahia-Paraná.

Qualcuno lo chiamò, saggiamente, Seminatore di Stelle.

Stelle che fece germogliare nelle nostre menti ad ogni lezione, in cui riversava, a mani piene, il Vangelo, traducendo le voci degli immortali, quelle che, a suo dire, si ascoltano una volta sola e non si dimenticano mai.

È cittadino onorario di Curitiba e della Terra delle Araucárie.

Più di ogni altra cosa, è l'amico che illuminò sentieri, lasciando impronte sulla strada, affinché percorressimo il cammino in sicurezza, in su, in avanti, verso l'Alto.

Quante volte è stato tra noi?

Qualcuno le ha contate?

O quante conferenze, seminari, incontri, interviste ci ha concesso?

Che importa?

Le statistiche più preziose non sono nei numeri, né nei fogli di calcolo, ma negli effetti sulle vite.

Aveva più ore di volo di molti piloti commerciali. Aveva più esperienza di pubblico di molti oratori.

Ma ciò in cui era maestro e dottore era nello scrutare l'anima.

Guardava, sorrideva e chiedeva: Ciao, come va?

E in un attimo, dimenticavamo il dolore che ci aveva condotti da lui, la disperazione che ci aveva appena abbracciati, la tristezza dalla quale desideravamo ardentemente liberarci.

Aveva più anni di servizio lui in Paraná di quanti la maggior parte di noi ne avesse vissuti.

Nella silenziosa notte del 13 maggio, se ne andò. Guardammo il cielo e vedemmo una stella. E ci chiedemmo se non fosse il seminatore in persona a brillare.

Ci mancheranno la sua voce, il suo sorriso, il suo abbraccio. Ma merita il conforto del Divino Maestro, che sicuramente è venuto a prenderlo.

Il suo cuore, colmo di nostalgia  per i tanti amori partiti prima di lui, ora li ritroverà.

E riceverà migliaia di abbracci dagli Spiriti le cui voci seppe tradurre con le sue parole, i cui pensieri tracciò sulla carta...

A presto, caro Divaldo! Ci ritroveremo.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 12.9.2025

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