Il giorno in cui compì cinquant'anni, apparve sul suo comodino una clessidra.
Un bellissimo oggetto in metallo lucido, con due sottilissime ampolle di vetro al centro.
La sabbia bianca, cadendo lentamente, aveva già formato delle generose dune sul fondo.
Si accorse anche che c'erano più granelli su questa parte che su quella che stava per cadere.
Accanto a quell'oggetto distinto c'era un messaggio:
Chi ha detto che la sabbia non può fermarsi?
Si trattava di una specie di indovinello? Una lezione? Un test? Non ne aveva la minima idea.
Ci pensò per giorni, settimane...
Fermare la sabbia? Cosa può trattenerla?
E cominciò a fare alcuni esperimenti.
Aumentò il tempo dedicato alla sua pratica di meditazione. La rese una disciplina quotidiana. Dopo ogni momento di introspezione, tornava indietro e controllava lo strumento.
La sabbia continuava a cadere.
Mentre recitava le sue preghiere, cercò di vedere se la sabbia avesse smesso di scorrere, anche solo per un secondo. Ma non notò alcun cambiamento.
Durante le sue letture serali, nutrendosi di messaggi edificanti, preparandosi ad un sonno ristoratore, ogni tanto, tra un paragrafo e l'altro, il suo sguardo sbirciava di lato, cercando di notare qualcosa di diverso.
Tutto uguale.
Continuò le sue giornate finché un evento non lo sorprese.
La sua routine lavorativa prevedeva molte ore chiuso in ufficio, da solo, a gestire messaggi, telefonate, banche, clienti.
Anche lavorando part-time da casa, quelle ore seduto, a fissare schermi, numeri, a risolvere problemi, erano estremamente stancanti.
Le pause erano sempre benvenute, ma non se le concedeva. Doveva migliorare, rispettare le scadenze, puntare all'eccellenza in ogni cosa.
Nel bel mezzo di un pomeriggio di un qualsiasi giorno feriale, qualcuno entrò nel suo ufficio, quasi sfondando la porta.
Papà, papà! Ho preparato una sorpresa. Devi venire con me adesso.
Come poteva rifiutare l'invito di una bambina così dolce, con quel sorriso di chi aveva fatto una monelleria?
Sua figlia lo prese per mano e lo portò sul retro della casa. Aveva preparato un picnic solo per loro due.
Fece tutto da sola, senza l'aiuto di nessuno. Stese la tovaglia, sistemò piatti e posate, tirò fuori il succo e la metà rimanente della torta.
Ah! E senza dimenticare la tazza di caffè del papà.
Inoltre, mise anche una piccola lavagna con la scritta: Picnic di papà e figlia.
Lui rimase incantato. Significava molto che lei avesse fatto tutto quello da sola. L'iniziativa, la capacità di preparazione, la visione...
Ma non si fermò lì. Intorno alla tovaglia c'erano delle decorazioni. Lei aveva addobbato con degli oggetti trovati in casa. Piccoli vasi di fiori, souvenir di viaggi, i suoi giocattoli e... qualcosa del papà.
Lui non riuscì a trattenere l'emozione. Lì, accanto al semplice picnic, c'era la sua clessidra. Era girata di lato, la sabbia immobile.
Capì tutto. Ricordò il messaggio:
Chi ha detto che la sabbia non può fermarsi?
Si sedette, si godette il momento e non ricorda quando andarono via di lì.
Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 18.9.2025