Hai già osservato, a volte, il lavoro di un picchio per procurarsi il cibo forando i tronchi degli alberi?
Per svolgere questo compito, possiede caratteristiche e capacità sorprendenti.
Il suo cervello è protetto dalle vibrazioni dei ripetuti colpi di becco contro i tronchi.
Questa protezione impedisce all'uccello di stordirsi anche quando colpisce con il becco un centinaio di volte in un solo minuto!
Per resistere a questo sforzo, le ossa del becco e il cranio sono collegati da un tessuto spugnoso in grado di assorbire gli urti.
La sua lingua è così lunga che avvolge la parte posteriore del cranio, creando un cuscinetto interno contro gli urti.
Il suo becco è rinforzato, progettato per evitare fratture sotto pressione.
I muscoli del collo si contraggono millisecondi prima dell'impatto, fungendo da freni naturali.
Ogni dettaglio del picchio è regolato con estrema precisione, non solo per la sua sopravvivenza, ma per raggiungere uno scopo specifico: perforare gli alberi alla ricerca di larve, insetti e anche per crearsi un rifugio.
Il rapporto tra picchi e alberi è un esempio positivo di dipendenza interspecie. Se per il picchio l'albero fornisce cibo sotto forma di uova o larve di insetti, per gli alberi il picchio è come un infermiere, che allontana i parassiti e contribuisce a mantenere la salute.
Sará che tutto questo, tutta questa bellezza, è appena il risultato di mutazioni adattative nel tempo?
Certo che queste esistono, ma cosa determina tali mutazioni? Da dove è nata l'idea iniziale? Cos'ha reso il picchio così diverso dalla balena? Solo l'ambiente?
Chi di noi sa ammirare la bellezza con sensibilità e possiede una certa umiltà d'animo, riesce già a percepire un'Intelligenza Suprema dietro ogni cosa.
Non la rappresentiamo più a nostra immagine e somiglianza. Siamo già in grado di muovere i primi passi verso la comprensione di una Causa così Magnifica, una Grande Causa.
E quando le scienze del mondo svelano le peculiarità di ogni creatura, le loro complessità e le loro opere impressionanti, impariamo anche un po' di più su noi stessi.
Tutto esiste per uno scopo. Tutto ciò che esiste è stato equipaggiato nel miglior modo possibile per portare a termine un compito importante.
Gli esseri irrazionali svolgono il loro ruolo in modo ammirevole, adempiendo alla loro parte nella grande opera del mondo.
E noi, gli esseri intelligenti? Quale ruolo svolgiamo? Certamente, va ben oltre la ricerca del cibo e la sopravvivenza. E oltre la procreazione e la soddisfazione dei nostri piaceri.
Siamo esseri morali. Il nostro ruolo riguarda l'acquisizione di virtù individuali attraverso le relazioni con altri simili a noi e con la natura.
Amare, potremmo riassumerlo in questa parola in modo molto pratico.
Amare noi stessi, amare gli altri, chiunque essi siano. Amare il picchio e tutte le creature della natura e, così facendo, costruire dentro di noi l'amore per il Grande Creatore.
Conquistando questo amore, godremo della felicità. Avremo imparato a lodare la straordinaria opera di nostro Padre.
Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 2.10.2025