Chi di noi immerge la mente nella lettura dei Vangeli rimane certamente incantato dalle parole e dalle azioni di Nostro Signore Gesù Cristo.
Non pensiamo, forse, a volte, a quanto sarebbe stato meraviglioso incontrarLo, ascoltarLo, accompagnarLo e assistere alle Sue azioni?
Con una profonda conoscenza della struttura psichica umana e delle leggi che governano il nostro mondo, Lui manipolava e comandava i fluidi.
Perciò, alle Nozze di Cana, prese l'acqua e le diede il sapore specifico che desiderava, permettendo agli invitati di ritrovare la lucidità.
Restituì il movimento a chi viveva ai margini della piscina di Betesda a Gerusalemme da più di trent'anni.
Interruppe il quadro della malattia della donna emorroissa, venuta dalle lontane terre di Cesarea di Filippo, con la virtù che lei stessa attirò a sé grazie alla sua fede.
Forse lo stupore più grande si verifica quando entra nella città di Nain, ordina al corteo funebre di fermarsi, tocca la bara dell'uomo che stava per essere sepolto e gli ordina di alzarsi.
Figlio unico e sostegno della madre vedova, Gesù glielo restituisce.
O quando entra nella casa del capo della sinagoga, Giairo, e gli dice che sua figlia sta semplicemente dormendo. Il Suo modo di spiegare a quella gente, che non conosceva la letargia, il processo che la bambina stava vivendo.
E la consegna ai genitori, ordinandole: Fanciulla, Io ti dico, alzati!
Il fatto pù straordinario fu quando si recò alla tomba di Lazzaro, che vi giaceva da quattro giorni.
Aveva affermato, quando erano venuti a raccontarGli della malattia, che questa lo aveva abbracciato, non per la morte, ma per la gloria di Dio.
Davanti alla tomba, ordina: Lazzaro, vieni fuori.
Può forse esistere qualcosa di più meraviglioso che riportare in vita coloro che sono sprofondati nel sonno letargico, simile alla morte?
Agli occhi del mondo, questa meraviglia assume proporzioni grandiose. Eppure, il Maestro di Nazareth realizzò un prodigio ancora più grande ed eloquente: la resurrezione dello Spirito.
Gesù riportò in vita Lazzaro, che, anni dopo, morì, come muiono tutti gli esseri viventi.
Ma soprattutto riportò in vita Maddalena. Resuscitò la sua anima, che era morta per la Spiritualità. Lei non morì mai più, perché ciò che risorse in lei fu lo Spirito.
Gli uomini rimangono estasiati dai prodigi che riportano gli esseri alla vita fisica. Il cielo resta estasiato dalla resurrezione di Maddalena.
Il mondo vede l'auge del potere nel riportare in vita ciò che considerava un cadavere.
Il cielo vede la gloria nell'anima redenta.
Il mondo contempla, senza capire, un morto che esce da una tomba di pietra.
Il cielo gioisce nel contemplare un'anima redenta che emerge dalle tenebre verso le serene regioni della luce.
Maria Maddalena rappresenta il prodotto, il risultato, il frutto benedetto dell'opera redentrice del Salvatore del genere umano.
È in questi termini che possiamo comprendere le parole di Gesù: Io sono la resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se morto, vivrà; e chi vive e crede in me, non morirà mai.
Allo stesso modo, possiamo comprendere ciò che disse agli apostoli: Andate, predicate il Vangelo, risuscitate i morti.
Parlava della resurrezione dello Spirito.
Risorgiamo tutti sotto l'influenza della Sua proposta di redenzione.
Redazione del Momento Spirita, con base sul
cap. Ressurreições, dal libro Nas pegadas
do Mestre, di Vinícius, ed. FEB
Traduzione di Fabio Consoli
Il 9.10.2025