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Momento Espírita
Curitiba, 29 de Novembro de 2025
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ícone Il nostro ginocchio sbucciato

Si racconta che, una volta, un bambino, giocando al parco, cadde e si sbucciò il ginocchio. Tornò a casa, che si trovava proprio di fronte.

Aveva le lacrime che gli scendevano dagli occhi. Ma sua madre non c'era. Così si sedette su uno dei gradini dela scala, fuori. E aspettò in silenzio.

Quando finalmente lei arrivò, scoppiò a piangere, mostrandole il ginocchio sbucciato come se fosse appena successo.

Il conforto e l'affetto della madre gli erano indispensabili. Era proprio ciò di cui lui aveva bisogno.

*   *   *

Questo ci fa venire in mente quante volte soffriamo profondamente, senza dir nulla a nessuno. Senza versare una sola lacrima.

Eppure, quando arriva un amico gli andiamo incontro e lasciamo che le nostre lacrime si riversino nel suo abbraccio. Era quello che stavamo aspettando. Qualcuno che ci conosce, che ci vuole bene.

A volte, ciò che ci era successo e ci aveva ferito profondamente era stato represso. E solo un ascolto attento rivela la profondità di ciò che ci turba.

Legami capaci di tanta delicatezza sono rari e preziosi. Possono essere offerti solo da veri amici. Amici che ci accompagnano negli anni, nelle lotte, nelle vittorie e nelle sconfitte.

Amici che sono disposti a investire tempo nell'ascoltarci, nel lasciare che l'immenso oceano di lacrime trabocchi senza lamentarsi, senza dire che ciò che stiamo condividendo non è poi così grave.

Aprono la porta del loro cuore per farci entrare, accomodarci e sentirci confortati come bambini feriti tra le braccia della madre.

Solo chi ci vuole davvero bene ha il dono di ascoltarci, asciugarci le lacrime e, dopo tutto, rasserenare la nostra anima con parole confortanti:

So che non esistono parole che possano alleviare il dolore che stai provando. Posso solo immaginare quanto ti faccia male. Non posso far sparire la sofferenza, ma puoi contare sulla mia spalla su cui piangere e sul mio abbraccio stretto.

Non c'è un traguardo quando si tratta di guarire da un grande dolore. Quindi non cercare di affrettare questo processo.

Piangi. Se vuoi urlare, urla. Se vuoi tacere, io starò in silenzio con te.

È naturale sentirsi come se il mondo si fosse fermato, ma credimi quando ti dico che tornerà a girare.

È difficile credere che le cose miglioreranno. Tuttavia, ho già visto la tua forza e so che ce l'hai dentro di te.

La vita ci mette alla prova in modi che sembrano impossibili da sopportare. Eppure, tu sei più forte di quanto immagini.

Non sto dicendo che sarà facile. Ma sarò con te ad ogni passo del cammino. Insieme, troveremo un modo per andare avanti, un giorno alla volta.

Lascia che ti aiuti a portare questo peso. Anche se soltanto per restare seduti in silenzio. La mia presenza è qui per te.

Non sei solo. Mi preoccupo per te. E ci sono molti altri che si preoccupano per te. Permettiti di essere aiutato.

Non devi essere forte tutto il tempo. Accetta il sostegno che ti viene offerto.

Io sono qui. Sarò qui domani e dopodomani per qualsiasi cosa tu abbia bisogno, per qualsiasi cosa tu senta la necessità di dirmi. O anche se non hai bisogno di nulla.

Sono con te. Ricordatelo.

Redazione del Momento Spirita, prendendo spunto
 dall'articolo
Joelho ralado, di Diana Corso, dalla revista
 
Vida simples, di agosto 2016, nº 174, ed. CARAS.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 27.10.2025

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