aa
Momento Espírita
Curitiba, 29 de Novembro de 2025
busca   
Nel titolo  |  Nel messaggio   
ícone Lettere viventi

Quando vogliamo diventare fluenti in una nuova lingua, ci dedichiamo con impegno a studiarla.

Possiamo iscriverci ad un corso, ma dovremo adattarci all'insegnante e al metodo.

Impariamo il vocabolario, padroneggiamo la grammatica. Ci esercitiamo, ascoltando e ripetendo le parole, per esprimerci correttamente, allenando l'orecchio e la parola.

Ci immergiamo nella cultura per comprendere espressioni idiomatiche e comportamenti specifici.

Riconosciamo, tuttavia, che non è sufficiente conoscere un vasto vocabolario né padroneggiare la grammatica.

Non è sufficiente saper leggere facilmente ed essere in grado di realizzare versioni e traduzioni nella nostra propria lingua.

Più di ogni altra cosa, è necessario raggiungere l'elaborazione mentale della lingua. Cioè, dobbiamo pensare in quella lingua, senza questo ogni conoscenza è incompleta.

Pensare nella língua è vivere con lei.

*   *   *

Quando immergiamo la nostra mente nei Vangeli, venendo a conoscenza dei detti e degli insegnamenti del Maestro Gesù, ne rimaniamo incantati.

Sono tante le cose meravigliose che Gesù ha compiuto in così poco tempo. Tante che hanno portato l'apostolo Giovanni a scrivere nel suo Vangelo che la Terra non potrebbe contenere tutti i libri se tutto ciò che Lui ha fatto fosse stato scritto.

Entusiasti, partecipiamo alle riunioni o alle funzioni di una particolare confessione religiosa che promuove questi valori.

Ripetiamo la preghiera insegnata dal Maestro stesso, meditando su ciascuno dei Suoi versi. Poetici, veri.

Ci sentiamo felici sapendo di avere un Padre, che è nei cieli.

Un Padre che provvede a tutto e governa la vita sulla Terra, nei mondi, in tutto l'Universo. Un Padre Creatore, unico, onnipotente, infinitamente giusto e buono.

E impariamo che siamo immortali. L'eternità ci attende.

Ci abituiamo a letture edificanti che spiegano il significato di tanti insegnamenti del Maestro di Nazareth.

Beviamo dalle Sue parole, estasiandoci per le verità semplici e, allo stesso tempo, così profonde.

I nostri commenti cambiano tono. Diciamo di difendere la vita, fin dal concepimento, che ci è stata donata da Dio e che nessuno di noi ha il diritto di violarla.

Parliamo delle numerose esperienze reincarnative che ci permettono di tornare alla carne, sotto sembianze diverse, per esperienze rinnovate.

Parliamo della legge del progresso, dell'evoluzione che non cessa mai, ripetendo l'insegnamento di Cristo secondo cui un giorno saremo angeli, relativamente perfetti, simili al Padre Celeste.

Ci dichiariamo seguaci appassionati della dottrina dell'amore.

Come dichiarò una volta un amico: Parlo a piena voce, con vigore: sono cristiano.

È importante indossare gli insegnamenti nella nostra mente, nel nostro cuore. È imprescindibile che le nostre azioni riflettano ciò che sappiamo a memoria.

Dobbiamo pensare secondo ciò che abbiamo imparato e recitiamo con facilità.

Gli insegnamenti di Cristo devono penetrarci in modo tale da determinare un cambiamento nelle vecchie abitudini.

Per parlare fluentemente un'altra lingua, dobbiamo pensare in essa.

Essere cristiani richiede che le nostre azioni riflettano ciò che la nostra mente ha indossato, ciò che il nostro cuore ha abbracciato.

Questo è ciò che Paolo di Tarso chiamava lettere viventi del Vangelo.

Ed è próprio  di questo che il nuovo mondo ha bisogno.

Redazione del Momento Spirita, con base sul cap. 33,
 del libro
Bem-aventurados os simples, secondo lo
Spirito Valérium, psicografia di Waldo Vieira, ed. FEB.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 7.11.2025

© Copyright - Momento Espírita - 2025 - Tutti i diritti riservati - Sull'Internet dal 28/03/1998 (in portoghese)