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Momento Espírita
Curitiba, 29 de Novembro de 2025
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ícone Agendo nel modo giusto

Non sappia la vostra mano sinistra ciò che fa la vostra destra, è il precetto dei Vangeli.

Alcuni di noi seguono questo precetto alla lettera e sono tra coloro che offrono ciò di cui gli altri hanno bisogno: cibo, acqua, medicine, alloggio, istruzione, senza che nessuno sappia della donazione.

A volte, ci sorprendiamo a criticare chi pubblicizza ciò che fa. Fa grandi donazioni mentre fotografi e giornalisti catturano immagini e testimonianze che appariranno sui media.

Magari non esterniamo le nostre critiche, ma le nutriamo nei nostri pensieri.

Di recente, abbiamo letto sulla saggezza di un rabbino che elenca otto livelli di carità.

All'ottavo e più basso livello, dice, un uomo compra controvoglia un cappotto per un altro che trema dal freddo e che gli chiede aiuto. E consegna il dono davanti a testimoni per ricevere ringraziamenti.

Successivamente, i livelli di generosità migliorano fino a raggiungere il primo e più puro: un uomo dona di buon grado il proprio cappotto senza sapere chi lo riceverà, e chi lo riceve non sa chi glielo ha offerto.

Ecco allora che l'atto del donare diventa un'espressione naturale dela bontà che é in ciascuno di noi e avviene con la stessa semplicità dei fiori che offrono il loro profumo.

Naturalmente, chi desidera seguire le esortazioni del Maestro Gesù vuol farlo nel modo giusto, senza clamore, senza ringraziamenti.

Tuttavia, la saggezza del rabbino ci conduce anche, a una domanda che passa quasi sempre inosservata.

Lui dice: Ecco una situazione molto speciale. Immaginiamo che tutte le persone siano generose con chi le circonda come fece quell'uomo: dando controvoglia un mantello acquistato, in presenza di testimoni, a qualcuno che ne ha bisogno e che ha chiesto aiuto.

Se tutti agissimo così, ci sarebbe più o meno sofferenza nel mondo?

*   *   *

Quando riflettiamo sul fatto che il bene raggiunge chi è nel bisogno, non possiamo fare a meno di considerare che alcune cose hanno una tale bontà intrinseca che meritano di essere fatte in qualunque modo possibile.

Questo, di sicuro, fa cadere a terra per sempre le nostre critiche. Dopotutto, le donazioni andranno a beneficio di una persona o di una comunità.

Senza dubbio, ci sono modi di donare che sminuiscono l'altro, privandolo della sua dignità e amor proprio. Dobbiamo imparare a donare senza pretendere nulla, e sicuramente impareremo mentre lo facciamo.

Inoltre, smettiamo di preoccuparci di come gli altri fanno le loro donazioni, del loro livello di carità, e comprendiamo che è meglio donare male che non donare mai.

Siamo alunni della scuola chiamata Terra. Alcuni di noi si trovano ancora nelle prime classi, e faticano a comprendere l'abc dell'amore per il prossimo e del disinteresse.

Ma, nella nostra rozza comprensione di essere visti dai nostri simili, offriamo l'opportunità di istruzione a qualcuno, diventiamo padrini di un bambino, offriamo un regalo di Natale.

Entrando nella scuola superiore del bene, saliremo gradini e arriveremo a laurearci e a specializzarci, con lode.

Per ora, non critichiamo e leniamo le sofferenze del mondo.

Redazione del Momento Spirita, prendendo spunto dal cap.
 
Agindo da maneira certa, dal libro As bênçãos do meu avô,
 
di Rachel Naomi Remen, ed. Sextante.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 7.11.2025

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