Qualcuno una volta ha scritto che ci sono due modi per accendere il fuoco: con i semi o con la legna.
Come sarebbe a dire, con i semi? - Potremmo dire con stupore. I semi sono preziosi depositi di produzione, di moltiplicazione.
Ma fu proprio con i semi che un Maestro Ineguagliabile produsse fiamme che non si spengono mai.
Se avesse usato la legna per accendere il fuoco, una volta consumata, non sarebbe rimasto nulla. Avrebbe offerto calore, luminosità, illuminazione per un período forse breve o magari un po' più lungo.
Per questo Lui decise di usare i semi per incendiare la Terra. Il suo nome era Gesù. Veniva dalle terre di Nazareth e cambiò il volto del mondo in modo tale che, ancor oggi, sorprende.
In un'epoca in cui la stampa, i social media e i sofisticati strumenti di comunicazione non esistevano, Lui usò la Sua voce e il Suo esempio per spargere i Suoi semi.
Il Suo obiettivo era quello di incendiare le menti, i cuori. Pensava a lungo termine.
Non aveva fretta; seminava ovunque andasse. Non tutti i semi portavano frutto immediatamente. O, come disse Lui stesso, producevano in base alla loro qualità, al trenta, al sessanta o al cento per cento.
Non si preoccupò mai degli applausi del mondo, né delle fiamme momentanee di soluzioni immediate. Sapeva che la semina richiede pazienza.
Il seme cade a terra, dorme nell'oscurità del suolo. A tempo debito, germoglia e cresce, producendo una chioma frondosa, foglie e frutti.
Lui salì su una montagna e sparse semi di luce e saggezza. Coloro che Lo ascoltarono ne rimasero inebriati. Tuttavia, non parlò esclusivamente al Suo tempo.
Il vento della passione delle anime portò i Suoi semi nei luoghi più remoti, trasformando vite.
Alcune, subito. Pescatori lasciarono le loro reti e andarono a pescare nell'oceano delle anime. Come Lui, uscirono per distribuire semi di pace, libertà e amore in tutti i campi.
Non desiderò trasformare i Suoi seguaci in eroi, per le glorie del mondo. Né pretese ciò che non potevano offrire.
Pertanto, non chiese nulla a nessuno di loro. Conosceva la fragilità umana. Abbandonato al momento del Suo arresto, rinnegato da un amico, tradito da un altro, non tornò mai per accusare nessuno.
Risorgendo dalla morte, dimostrò che la vita è imperitura. E tornò per dar forza a coloro che erano diventati timorosi sulla Terra. Con la Sua resurrezione, depose nelle anime dei Suoi seguaci l'imperitura certezza della vita immortale.
I semi che piantò misero radici profonde e forti, che né la persecuzione, né la tortura, né la morte poterono scuotere.
I Suoi seguaci cambiarono il volto del mondo. Gesù fu la scintilla nata in una grotta, crebbe in una regione disprezzata, ridotto al silenzio sulla croce e incendiò la storia umana.
I semi che Lui sparse continuano ad incendiare il mondo con idee d'amore, di fratellanza e di vittoria su se stessi.
Le lacrime, il sangue e il dolore dei Suoi seguaci divennero fertilizzante prezioso per la coltivazione di un nuovo raccolto di semi.
Gesù, Divino e Saggio seminatore di fiamme imperiture.
Redazione del Momento Spirita, con base sul cap. 2,
dal libro O Mestre da sensibilidade, della collezione Análise
da Inteligência de Cristo, di Augusto Cury, ed. Academia
de Inteligência.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 19.11.2025