Il panorama mondiale ci spaventa. Le immagini di tragedia e desolazione, di bambini affamati, di donne che mendicano cibo per i loro figli, sono angoscianti. Gli anziani contemplano la vita che hanno costruito ridotta in polvere.
Guardiamo i volti dei bambini e ci chiediamo se conosceranno mai la pace prima di morire di fame o per la violenza delle battaglie che non li risparmiano.
Sentiamo nell'anima il dolore del mondo. Vediamo popoli che si combattono, fratelli che si uccidono. Per cosa? Perché? Per lotte di potere, per ambizioni che non trovano posto nel cuore umano.
Siamo un'unica famiglia, che occupa gli spazi della stessa casa, la Terra. Sogni e paure a tutte le latitudini sono molto simili.
Se valutiamo tutto questo con profondità, scopriremo che ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide.
Il dolore per la morte di un figlio è lo stesso per noi e per il nostro vicino. Scoprire che tutto sta crollando intorno a noi, che non abbiamo alcuna sicurezza di vita per il momento successivo, è lo stesso per ognuno di noi.
È ora di fermare questa follia. Di mettere da parte idee stupide, divisioni territoriali, bandiere e inni che ci separano.
Guardiamo i governanti sedersi al tavolo per parlare, per negoziare, senza raggiungere un'intesa.
E la nostra memoria evoca la figura di un bambino che riuscì a porre fine ad una guerra terribile. È vero che è solo una storia in un libro.
Ma quanto sarebbe bello se quel bambino dal dito verde potesse percorrere le strade delle battaglie e compiere la sua magia.
Come sarebbe bello se, a un certo punto, gli eserciti fossero sorpresi da piante rampicanti mettendo radici nelle loro casse di armi.
Quanto sarebbe straordinario se edera e vischio formassero un fitto groviglio attorno alle mitragliatrici.
Cosa farebbero i soldati se dai loro fucili sbocciassero fiori?
Quanto sarebbe salutare se, nei serbatoi delle bombe, dei droni, si ospitassero dei fiori. Alla minima pressione per attivare questi strumenti di morte, fiorirebbero in abbondanza.
Carri armati e missili sarebbero riforniti di rose selvatiche, caprifogli e bouganville.
Al minimo tocco, esploderebbero in radici, grappoli e rami spinosi intorno a loro.
Nessuno strumento di guerra sarebbe risparmiato da questa invasione. Immaginate i lanciamissili regolare la loro rotta verso il bersaglio e far esplodere i fiori.
Una pioggia di viole del pensiero, papaveri e nontiscordardimé si abbatterebbe sui continenti da una parte e dall'altra.
Se ciò accadesse, gli eserciti sigillerebbero finalmente la pace. Ognuno tornerebbe al proprio paese, alla propria gente, riprendendo la propria vita familiare e professionale.
Quanto vorremmo che tante dita verdi potessero camminare sui campi di battaglia e compiere questa impressionante magia.
Chi continuerebbe a combattere con i fiori? I fiori parlano di amicizia, di amore, di affetto.
I fiori si donano per affetto, per amore.
In questo giorno, in nome dell'amore, desideriamo profondamente che ciò accada. Dopotutto, anche se non abbiamo il dito verde, portiamo tutti l'essenza dell'amore nel cuore.
Attiviamola.
Redazione del Momento Spirita, prendendo spunto dal
cap.16, dal libro O menino do dedo verde,
di Maurice Druon, ed. José Olympio.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 24.11.2025