Si parla tanto di gratitudine, di ringraziare amici, colleghi, collaboratori, tutti coloro che sono presenti nella nostra vita.
Coloro che ci offrono la loro tenerezza, il loro sostegno nei momenti difficili. Coloro che pregano per noi, affinché possiamo rimanere sulla via del bene. Coloro che ci hanno dato la vita, ci sostengono con il loro affetto.
Insomma, un'infinità di persone.
Tuttavia, quasi sempre dimentichiamo persone che sono vissute molto prima di noi, che hanno percorso i sentieri di questo mondo in decenni di ignoranza, oscurità e pregiudizio.
Alcune, semplicemente dimenticate o i cui nomi sono stati sepolti nelle sabbie del tempo. Eppure, quanto dobbiamo ad alcune di loro...
Ricordiamo Santos Dumont, che ha dato le ali all'uomo; Thomas Edison, che ha illuminato la Terra; Alexander Fleming, che ci ha donato la penicillina.
Rendiamo omaggio agli eroi della nazione, come Filipe dos Santos, Tiradentes, il Barone di Serro Azul, Ana Néri, Anita Garibaldi.
Poeti, scrittori, drammaturghi che ci hanno lasciato versi e opere teatrali di insuperabile valore, come Castro Alves, Victor Hugo, Shakespeare.
Ma è bello ricordare anche alcune figure quasi sconosciute...
Come Cecilia Payne, che scrisse una tesi di dottorato così brillante da cambiare la scienza per sempre.
Quasi nessuno conosce il suo nome o cosa abbia fatto.
Nata in Inghilterra, fu una bambina prodigio. Nonostante la sua brillantezza, l'Università di Cambridge si rifiutò di conferirle una laurea semplicemente perché era una donna.
Decisa a dimostrare al mondo che poteva cambiare i concetti ed ampliare gli studi, si trasferì negli Stati Uniti d'America.
Conseguì il primo dottorato in astronomia al Radcliffe College dell'Università di Harvard.
Atmosfere stellari. Un contributo allo studio osservativo delle alte temperature negli strati inversi delle stelle fu la sua tesi, la prima tesi di dottorato in astronomia al Radcliffe College, nel 1925.
Cecilia aveva scoperto che il sole e tutte le stelle sono composti principalmente da idrogeno ed elio, elementi rari nell'atmosfera terrestre. All'epoca, la scoperta fu sconvolgente.
Divenne una delle massime esperte mondiali di stelle variabili, gettando le basi per generazioni di ricerche in astrofisica.
Per diversi anni non ricoprì una posizione ufficiale, finché, nel 1938, le fu conferito il titolo ufficiale di Astronoma.
Nel 1956, fece di nuovo storia, diventando la prima donna ad essere promossa a professoressa titolare ad Harvard e la prima a dirigere un dipartimento.
Cecilia Payne-Gaposchkin ha riscritto l'Universo. È ora che l'Universo si ricordi del suo nome.
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È bene, di tanto in tanto, approfondire le ricerche per scoprire celebrità nascoste, non celebrate, ed esprimere loro la nostra gratitudine.
Allo stesso tempo, apriamo la mente per non ripetere gli errori di alcuni dei nostri antenati, che hanno creato ostacoli allo sviluppo di idee rivoluzionarie.
Idee che ci avrebbero portato più facilmente alla gloria della conoscenza, alla comprensione dell'Universo, del pianeta su cui viviamo e di quanto possiamo migliorare in così tante cose.
Pensiamoci su.
Redazione del Momento Spirita, sulla base di dati
biografici di Cecilia Payne-Gaposchkin (1900 - 1979)
Traduzione di Fabio Consoli
Il 9.1.2026