Essere benedetti con l'onore di accogliere gli Spiriti del Signore nel nostro focolare, sotto forma di figli, è una gioia senza pari.
Ciò è ampiamente confermato dai sorrisi di madri e padri al neonato tanto atteso.
A volte, lui ci sorprende arrivando in anticipo, spaventando un po' i giovani genitori alle prime armi.
Parenti, amici accorrono in massa. Tutti vogliono vedere il piccolo tanto atteso.
I primi mesi sono pieni di molteplici scoperte. Il primo sorriso, il primo balbettio, la prima parola.
Tutto è motivo di gioia e sorpresa. E tutto viene registrato: dal primo bagnetto ai primi passi. Ogni traguardo viene celebrato come una grande vittoria.
La vittoria di qualcuno che è tornato sulla Terra, usando un corpo fragile per addolcire ulteriormente la vita dei propri genitori.
Totalmente dipendente. Così fragile e così travolgente.
Se tutto questo è commovente per i genitori, possiamo immaginare il cuore dei nonni?
Una dottoressa racconta che, quando nacque, suo nonno andò in ospedale a trovarla nell'incubatrice. Era nata prematura.
La fissò a lungo attraverso il vetro. Sua figlia, vedendolo immobile, in silenzio, così a lungo a guardare la bambina, si preoccupò.
Pensò che forse provasse ansia o addirittura angoscia per le dimensioni minuscole della bambina.
Gli si avvicinò , con l'intenzione di confortarlo, ma prima che potesse dire qualche parola, lui sussurrò qualcosa.
Lei non riuscì a sentire bene e gli chiese di ripetere le sue parole.
Con un sorriso, quel nonno ripeté: Benedetto sei Tu, Dio, nostro Padre, Re dell'Universo, che mi hai tenuto in vita e mi hai dato sostegno, che mi hai condotto fin qui integro per essere presente in questo momento.
Era la sua preghiera di gratitudine per il dono della vita.
* * *
È meraviglioso arrivare alla vecchiaia con la benedizione dei nipoti. Figli dei propri figli.
Diventare nonni è, infatti, una delle gioie più grandi e tenere della vita. È come se il cuore maturo ed esperto ricevesse un nuovo e vibrante soffio di gioventù, colmo di un amore che trabocca e si moltiplica inaspettatamente.
È la benedizione di essere di nuovo padre, di essere di nuovo madre, ma questa volta con la leggerezza dell'assenza di obblighi più pesanti.
I nipoti arrivano come eredità preziose, un dono completamente gratuito, come dice la poetessa Rachel de Queiroz, permettendoci di godere della pura gioia e dell'innocenza dell'infanzia senza le ansie di crescere i figli.
I nonni si concedono il piacere di viziare, di raccontare quelle storie che solo il tempo rende sagge, e di coccolare senza il senso di colpa degli eccessi.
Avere un nipote è come ritrovare il bambino che è in noi. È rivedere il mondo attraverso occhi curiosi e pieni di meraviglia.
È un vincolo profondo e magico, un legame che trascende le generazioni, dove la saggezza accumulata incontra la pura energia della vita che inizia.
L'abbraccio di un nipote è conforto che guarisce, è la certezza che l'amore, il vero amore, si perpetua e fiorisce. È essere la radice forte, ma anche il rifugio più dolce.
Una felicità infinita.
Redazione del Momento Spirita, da
un racconto estratto dall'introduzione del
libro As bênçãos do meu avô, di
Rachel Naomi Remen, ed. Sextante.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 28.1.2026