Dove vanno le stelle, di giorno?
Questa fu la domanda che sorprese i genitori quel pomeriggio di primavera, durante una passeggiata lungo il ruscello con la loro piccola di quattro anni.
I bambini sono molto curiosi. Hanno quello spirito scientifico che li spinge a voler scoprire, esplorare e ricercare.
Generalmente, le loro domande rimangono senza risposta perché non ci troviamo preparati. A dire il vero, abbiamo abbandonato da tempo quel bambino che viveva dentro di noi.
Il bambino che osservava ogni cosa, che si fermava lungo il cammino per seguire lentamente dove andavano le formiche con i loro fagotti sulla schiena.
Che lanciava un sassolino nel lago e osservava i tanti cerchi che si formavano, contandoli uno per uno, senza fretta.
E ripeteva il gesto e contava ancora e ancora.
Che vedeva che il bocciolo di rosa era sbocciato al mattino in giardino; che guardava le nuvole e ne scopriva le mille forme, come in un cartone animato, camminando nel cielo, componendo storie.
Eravamo così. Pieni di occhi per vedere e orecchie per sentire. Pieni di infinite domande: Che cosa si stanno dicendo gli uccelli? Stanno discutendo o festeggiando il loro incontro?
La pioggia bagna il fiume? Chi tiene le stelle nel cielo? Perché non cadono? Sono tenute insieme con lo spago o con la colla?
I tanti silenzi, le tante risposte scontrose, le tante richieste di silenzio ci hanno smantellato dall'interno a poco a poco.
Ci hanno messo a tacere, rendendoci meno curiosi.
Quelli di noi che non si sono lasciati sconfiggere e hanno continuato a porsi domande, a cercare risposte da qualche parte, con qualcuno che potesse rispondere, sono diventati gli uomini speciali che vivono nel mondo di oggi.
Sono loro che abitano i laboratori di ricerca, che lavorano allo sviluppo di vaccini, alla creazione di farmaci più efficaci per combattere malattie dolorose o alleviare le sofferenze.
Sono loro che compongono melodie di bellezza superiore, vetrate e dipinti dai colori espressivi, che riformulano leggi, che scrivono poesie di eccezionale profondità parlando di un granello di sabbia, di una brezza leggera, di una foglia che danza alla musica del vento.
Scienziati, saggi, filosofi, poeti, artisti di ogni genere. Continuano a chiedere, indagare e scoprire i misteri che l'anima umana non ha ancora svelato.
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Dove vanno le stelle di giorno?
Quel padre premuroso portò la bambina sulla riva del ruscello cristallino e le mostrò i sassolini che brillavano sul fondo, toccati dai raggi del sole.
Sono stelle? - Stavolta fu lui a chiedere .
La bambina immerse la mano nell'acqua, ne prese uno, lo tenne stretto e gridò trionfante: Una stella!
Per giorni, settimane e mesi, tenne la stella vicino al cuore.
La portava con sé ovunque. Di notte, quando guardava il cielo stellato, diceva alla sua piccola pietra: Non puoi tornare nel cielo di notte?
La metteva sul davanzale della finestra, dicendo: Se vuoi, puoi andare dalle tue sorelle. Ma dopo torna da me, ok?
E la stella non volle più tornare, perché aveva trovato un altro cielo, nel cuore della bambina.
Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 4.2.2026