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Momento Espírita
Curitiba, 06 de Março de 2026
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ícone Il pane della nostra gioia

È fatto di quei momenti in cui ci godiamo il viaggio dei nostri sogni e rimaniamo incantati dai paesaggi.

Quegli stessi paesaggi che abbiamo visto tante volte nei libri o su internet. Tutto è mozzafiato.

La Cattedrale di Notre Dame a Parigi, restaurata dopo l'incendio che l'ha devastata qualche anno fa. Posiamo accanto alle gargolle che si trovano alle estremità delle grondaie, all'esterno dell'edificio.

Allunghiamo lo sguardo, scoprendo le bellezze della città dall'alto delle torri.

La Torre Eiffel, l'Arco di Trionfo, i battelli sulla Senna. I nostri occhi non si stancano mai di guardare, desiderano, più della macchina fotografica digitale, registrare ogni angolo nella nostra memoria e nel nostro cuore.

Catturando le immagini rapidamente, è normale per noi pubblicarle sui nostri social network, dettaglio per dettaglio.

Commentiamo le nostre esperienze, sottolineando la ricchezza storica del Museo del Louvre: i dipinti, le sculture, i documenti.

Nei gruppi WhatsApp, inviamo foto su foto man mano che scopriamo questo o quel monumento.

Condividiamo immagini di sistemazioni alberghiere, di pasti.

Ciò che dimentichiamo è che, a volte, ciò che facciamo per condividere la nostra gioia raggiunge cuori lontani, intrappolati in gravi problemi e innumerevoli difficoltà.

Un benefattore una volta ha scritto: Non impastare il pane della tua gioia nelle lacrime del tuo simile.

È un monito a stare attenti a non ferire nessuno nel godere di questi momenti. Un messaggio importante che ci avverte che dovremmo goderci questi momenti felici senza perdere di vista l'attenzione verso gli altri.

Quando mostriamo foto di hotel di lusso, piatti esotici e costosi, dovremmo chiederci se la maggior parte di coloro che le vedranno può permettersi di frequentare uno di  quei luoghi. O di assaporare una di quelle prelibatezze.

Siamo responsabili di ciò che facciamo, quindi di ciò che pubblichiamo. Cosa stiamo depositando nei cuori degli altri?

È evidente che possiamo condividere i nostri momenti felici e i nostri successi. Ma questo può essere fatto in modo simile a come facevamo un tempo, quando le foto venivano sviluppate e copiate su carta.

Possiamo inviare queste immagini individualmente e solo ad amici cari o a piccoli gruppi che sappiamo  che gioiscono della nostra felicità.

In generale, sono pochi questi amici sinceri e buoni, queste anime care nella nostra vita che ci augurano il meglio e di cui possiamo fidarci per esporre la nostra intimità senza ferire o offendere, ricevendo in cambio solo pensieri buoni e vibrazioni positive.

Resta la riflessione per tutti noi, utenti delle nuove tecnologie, in questi tempi in cui, con un tasto, possiamo raggiungere le menti di centinaia o addirittura migliaia di persone in pochi secondi.

Siamo cauti e generosi quando mangiamo il pane della nostra gioia, conquistato con i nostri sforzi e meriti.

Condividiamo l'allegria con i nostri cari senza permettere che questi momenti ricchi, intimi e belli, sfocino in lacrime per gli altri, anche se solo virtualmente.

Pensiamoci.

Redazione del Momento Spirita, prendendo spunto dall'articolo
 
Cuidados na fruição do pão da alegria, di Marcelo Anátocles
Ferreira, publicato sul
Jornal Mundo Espírita, ottobre 2025,
ed. FEP.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 25.2.2026

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