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Momento Espírita
Curitiba, 21 de Maio de 2026
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ícone La voce del tuono e il silenzio dell’anima

Dicono che il silenzio sia il linguaggio di Dio. Tuttavia, in certi angoli del pianeta, la Divinità sembra scegliere il suono più potente, la vibrazione più profonda e lo scenario più grandioso per annunciarsi.

Ci viene in mente, con la chiarezza che solo le emozioni autentiche ci permettono di conservare, un pomeriggio di fronte alla Gola del Diavolo, sul lato argentino delle Cascate dell'Iguaçu.

Sheila accompagnava un produttore radiofonico e televisivo italiano, un uomo abituato alle grandi produzioni, ai palcoscenici illuminati e alla raffinatezza delle metropoli europee.

Aveva lo sguardo curioso di un viaggiatore. E anche la tipica stanchezza di chi ha a che fare con l'effimero ogni giorno.

Man mano che camminavano lungo le passerelle che serpeggiano sul fiume Iguaçu, il suono si fece più intenso. Non era un rumore comune. Era un rombo profondo che sembrava provenire dalle viscere del mondo.

Poi, giunsero davanti alla monumentale cascata. Milioni di litri d'acqua che si riversavano in una coreografia di forza e di nebbia, in cui l'arcobaleno insisteva nel nascere persino sotto l'impero del caos.

Il turista italiano rimase immobile. Non tirò fuori la macchina fotografica. Non cercò di inquadrare l'infinito nel piccolo schermo limitato di un cellulare. Semplicemente rimase fermo, con le mani appoggiate alla ringhiera, gli occhi persi nell'immensità bianca.

Il silenzio interiore che lo avvolse, nonostante il fragore assordante dell'acqua, era sacro. Era come se il rumore esterno fosse così immenso da annullare ogni rumore mentale, lasciando spazio solo all'essenziale.

Passarono minuti che sembrarono ore di una liturgia naturale. Infine, si rivolse alla giovane donna. Con la voce rotta dall'emozione, disse qualcosa che suonò come una delle dichiarazioni più profonde e veritiere:

È in momenti come questi che abbiamo la certezza che Dio esiste.

In quell'istante, la Gola del Diavolo cambiò nome. Divenne la Gola di Dio.

Lì, su quell'altare di roccia e acqua, il produttore italiano, abituato a creare contenuti per il mondo, si sentì parte di una Creazione che non ha bisogno né di sceneggiatura né di montaggio.

La certezza dell'esistenza di Dio non scaturì da un ragionamento logico, ma da un impatto sensoriale. Quando la bellezza è così grande da mettere a tacere l'ego, ciò che rimane è l'evidenza del Creatore.

L'acqua che precipita nella Gola del Diavolo è la stessa acqua che irriga il seme nella terra e che scorre nei nostri fiumi. Ma lì, nella sua caduta vertiginosa, ci ricorda la nostra piccolezza e, paradossalmente, la nostra importanza.

Siamo piccoli di fronte ad una tale forza, ma siamo abbastanza grandi da percepire la presenza del Padre in quella forza.

Dio parla su tutte le frequenze. A volte, sceglie il tuono delle acque per dirci che è Lui che è alla guida, che la vita si rinnova eternamente e che la bellezza è la firma  della Sua giustizia e del Suo amore.

La Voce di Dio risuona ancora in quelle cascate e continuerà a risuonare in tutti i cuori che sapranno concedersi, anche solo per un istante, il semplice gesto di fermarsi e sentire.

Come disse giustamente quel fratello venuto da terre lontane: Ci sono momenti in cui il dubbio si dissolve nella nebbia e l'unica cosa che rimane, maestosa, è la certezza della Presenza Divina.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 19.5.2026

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