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Momento Espírita
Curitiba, 20 de Junho de 2026
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ícone L’incrollabile certezza

Erano le nove del mattino quando Lo crocifissero. Con Lui c'erano due ladroni, uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra, adempiendo così la Scrittura che dice: Fu annoverato tra i malfattori.

I sommi sacerdoti e gli scribi Lo schernivano, dicendo: Ha salvato gli altri, ma non è capace di salvare se stesso!

Morì verso le tre del pomeriggio. Fu un'agonia di sei ore, abbreviata dal martirio della flagellazione a cui fu sottoposto, che Gli causò una grande perdita di sangue.

Non gli fu data nemmeno l'acqua dopo la cena dell'imbrunire/prima serata del giovedì.

Era così esausto che i soldati, temendo che non sarebbe giunto vivo al Calvario, chiesero che fosse l'uomo di Cirene a portare la croce.

Spesso ci soffermiamo sul Calvario, sul peso del legno e sul martirio fisico di Gesù.

Continuiamo a raffigurarLo inchiodato alla croce. È giusto onorare il sacrificio, ma è importante contemplarlo come un segno di luce che unisce verticalmente i cieli alla Terra.

E ciò che dobbiamo sottolineare maggiormente, come seguaci di Gesù, è la Sua gloriosa risurrezione.

Il mondo credette di avere messo a tacere la verità. Ciò che le autorità dell'epoca non capirono, e che spesso anche noi fatichiamo a comprendere, è che lo Spirito non può essere inchiodato ad una trave di legno.

Ciò che morì sulla croce fu il rivestimento esteriore, la veste di carne che permetteva al Maestro di camminare in mezzo a noi.

Tuttavia, l'essenza, quella fiamma che Lui chiamava Io sono, rimase intatta.

Il silenzio del sepolcro non fu una sconfitta, ma l'intervallo necessario affinché si potesse comprendere la più grande lezione di tutta la Storia umana: la prova definitiva che la vita è un flusso continuo che non si interrompe con il cessare dei battiti cardiaci.

Il mattino della risurrezione conferisce la testimonianza irrevocabile della vittoria di Gesù sulla morte. Risorgendo, Lui ne altera la natura, trasformandola da abisso in ponte.

Il Cristo risorto è la prova vivente che la biologia non ha l'ultima parola sulla nostra esistenza.

Lui emerge con un corpo trasformato e glorioso, che conserva i segni del Suo passaggio sulla Terra, ma che non è schiavo delle leggi della materia.

E tutto è così grandioso nella risurrezione che i racconti narrano che apparve ai pellegrini in cammino verso Emmaus, camminò con loro, entrò nella locanda e spezzò il pane, momento in cui Lo riconobbero.

Apparve due volte nel Cenacolo, sulla spiaggia, sulle rive del lago di Tiberiade, e fu visto da sette dei suoi apostoli.

La risurrezione di Gesù è la prova definitiva contro la disperazione.

Ci rivela che siamo esseri spirituali che vivono semplicemente un'esperienza umana. Gesù ha sconfitto la morte affinché potessimo comprendere che la nostra vera patria non è fatta di polvere, ma di luce.

La gloria di quella domenica è il sole che non tramonta mai nell'anima di coloro che credono.

La morte è morta quella mattina. Ciò che rimane è la certezza che la vita è immortale, vibrante e sovrana.

Gesù ha testimoniato con la Sua stessa esistenza che, proprio come ha sconfitto il mondo e la morte, anche noi siamo destinati alla gloria della vita senza fine.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 19.6.2026

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