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Momento Espírita
Curitiba, 04 de Agosto de 2026
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ícone La gratitudine dell’idolo

È frequente vedere come l'improvviso bagliore del successo trasformi gli idoli in figure distanti, consumate dalla presunzione.

Il sostegno sincero dei fan viene ignorato o accolto con freddezza. Alcuni arrivano persino a isolarsi dal mondo, sostenendo di non volere l'attenzione proprio di quelle persone che li hanno collocati  e che continuano a mantenerli sul piedistallo della fama.

Dimenticano che un successo che rifiuta l'affetto umano si riduce a un vuoto isolamento. Dimenticano di essere grati, di ricambiare in qualche modo  chi li applaude, a volte, da lontano.

Altri, tuttavia, mostrano gratitudine per gli applausi e per la calorosa accoglienza riservata al loro lavoro. Sono riconoscenti verso coloro che attendono con impazienza i loro film e le loro esibizioni, e che li seguono lungo il cammino verso il successo.

Le nuove generazioni forse non conoscono la carriera del cowboy americano Marion Michael Morrison, scomparso nel 1979.

Recitò in oltre centosettanta film western e di guerra. Professionalmente era conosciuto come John Wayne e usava il soprannome di Duke.

Nel marzo del 1961, tra la corrispondenza con gli studios e le richieste di autografi, si imbatté in una semplice busta scritta a mano.

Proveniva da un'insegnante dello Stato del Montana. Diceva che insegnava a dodici studenti, di età compresa tra i sei e i quattordici anni - la maggior parte figli di allevatori - e di usare i suoi film per studiare la storia e i valori americani.

Wayne rimase sorpreso: Valori americani? I suoi film ispiravano davvero tutto questo?

La lettera spiegava che la scuola rurale non aveva un proiettore. Durante le lezioni, i bambini recitavano delle scene e l'insegnamento si concentrava su coraggio, onore e sul significato dell'essere americani.

Alla lettera dell'insegnante erano allegati i messaggi di ciascun bambino. Erano dodici voci anonime in un angolo dimenticato del paese, che imparavano a conoscere la vita attraverso i suoi film.

Rimase in silenzio. Poi chiese che venisse procurato il miglior proiettore da 16 mm, insieme alle copie dei suoi dieci migliori film western.

Allegò un assegno di importo considerevole e una lettera scritta di suo pugno:

Cara Margaret e cari alunni,

ono onorato che stiate studiando i miei film. Il coraggio non è assenza di paura; è fare ciò che è giusto nonostante la paura.

L'onore è mantenere la parola data quando nessuno ti guarda.

Essere americani significa credere che tutti abbiano importanza. Anche i bambini di una scuola che pochi conoscono.

Vi mando un proiettore e alcuni film. Non perché me lo abbiate chiesto, ma perché meritate di vedere quelle storie, non solo di leggerle.

Non siete soltanto dodici bambini del Montana. Siete dodici americani.

Con amicizia, Duke.

Così, semplicemente.. Non avvisò la stampa né chiamò i fotografi per immortalare il momento. Fu appena un gesto di gratitudine e premura, l'atto di qualcuno che apprezza veramente gli altri.

Sei mesi dopo, stava girando un film nello stesso stato. Una giornata di pioggia interruppe le riprese. Così, il cowboy del cinema salì su una Jeep e percorse strade sterrate fino a una scuola isolata.

Quando entrò in classe, dodici bambini rimasero immobili. L'uomo era lì davvero, in carne e ossa.

Quel giorno, impararono molto più che semplici cose sui western.

Impararono che gli eroi della vita reale non vivono solo nei film. Vivono nelle scelte fatte lontano dai riflettori, quando nessuno guarda.

Redazione del Momento Spirita, prendendo
 spunto a fatti tratti dalla biografia di John Wayne
Traduzione di Fabio Consoli
Il 3.8.2026

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