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Momento Espírita
Curitiba, 29 de Agosto de 2026
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ícone Invecchiare è perdere o guadagnare?

Arriva un giorno in cui ci guardiamo allo specchio e ci rendiamo conto che il tempo ha lasciato il segno. I nostri capelli hanno cambiato colore. La nostra pelle non riflette più la freschezza dell'alba. Il nostro corpo richiede pause più frequenti. Il semplice gesto di alzarsi dal letto o dal divano richiede maggior fatica.

Il processo di invecchiamento comporta perdite tangibili, come quell'agilità che un tempo ci permetteva di correre senza stancarci.

Quasi inevitabilmente, questo momento porta con sé un senso di tristezza, come se si trattasse di un lento processo di distacco.

Affrontiamo la perdita delle persone care, che ci costringe a confrontarci con l'inevitabilità della nostra stessa mortalità.

Eppure la vita, saggia maestra, non ci toglie mai qualcosa senza offrirci qualcos'altro in cambio.

Invecchiare è un delicato equilibrio tra lo sbiadire del corpo e il fiorire della coscienza. Con il passare degli anni, impariamo ad ascoltare di più e a parlare di meno.

Scopriamo che non tutte le battaglie vanno combattute e che molte discussioni possono essere evitate con un semplice silenzio.

Si narra che un uomo, seduto su una panchina del parco, osservasse dei bambini correre e ridere, pieni di energia. Qualcuno osservò, con un velo di tristezza, che lui non poteva più fare lo stesso.

Questi sorrise serenamente e rispose: È vero, ma oggi sono capace di amare senza fretta, perdonare senza sforzo e comprendere senza giudicare.

Il corpo può stancarsi, ma l'anima matura. Ciò che un tempo sembrava urgente perde importanza. Gli affetti sinceri, la coscienza pulita e il bene compiuto assumono un nuovo significato.

Gesù ci ha messo in guardia su questo quando ha detto: Dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.

Per molto tempo abbiamo riposto il nostro tesoro nelle apparenze, nella bellezza, nella forza fisica e nelle conquiste esteriori.

Col passare degli anni, impariamo a custodirlo altrove: nell'amore che offriamo, nella pace che raggiungiamo e nella bontà che spargiamo.

Invecchiare, dunque, non è  decadenza. È il momento in cui l'anima inizia a rivelarsi più chiaramente, distaccandosi gradualmente dalle illusioni del mondo materiale.

Guadagniamo la pazienza di chi ha visto il sole sorgere e tramontare innumerevoli volte, comprendendo che la maggior parte delle tempeste è passeggera.

Guadagniamo la libertà di non aver bisogno dell'approvazione altrui, scambiando la maschera sociale con l'autenticità del nostro vero io.

Guadagniamo uno sguardo più dolce e quella calma che un tempo ci mancava.

Guadagniamo veri amici: quelli che restano. Guadagniamo storie da raccontare e ricordi che scaldano il cuore nelle giornate tranquille.

Guadagniamo la saggezza di scegliere ciò che conta davvero.

Guadagniamo figli, nipoti e, a volte, persino pronipoti. Guadagniamo abbracci più stretti e sorrisi che rinnovano le nostre forze.

Guadagniamo aiuto e, insieme, l'umiltà di accettarlo. Guadagniamo l'opportunità di insegnare attraverso l'esempio. Guadagniamo un nuovo modo di amare: più sereno, più maturo, più autentico.

Guadagniamo la pace di una coscienza che ha imparato dalla vita.

Smettiamo di essere semplici collezionisti di momenti per diventare la somma delle nostre esperienze. Perdiamo ciò che abbiamo per arrivare a possedere davvero chi siamo.

Dunque, invecchiare sarà perdere o guadagnare?

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 26.8.2026

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